Caviale a rischio estinzione entro 14 anni
.jpg)
Se l’attuale domanda del mercato continuerà ai ritmi attuali, lo storione del mar Caspio, da cui proviene il 90 per cento del caviale prodotto nel mondo, sarà estinto entro quattordici anni. L’accorato allarme è lanciato uno studio pubblicato sul quotidiano “Independent” di Londra, e ripreso in Italia dall’ottimo sito www.madani.it, donde traiamo notizia e immagine.
Pasteggiare a caviale e champagne, come vuole il detto comune, non sarà possibile per molto tempo. Resterà come alternativa il caviale ricavato da storioni d’allevamento, la cui qualità è in netto miglioramento e le cui uova, pur avendo forma e colore leggermente diverso da quelle dello storione selvatico, hanno il medesimo sapore, o quasi.
Un’altra soluzione sarebbe il razionamento del caviale. Ma la domanda di caviale, anziché diminuire, aumenta. Consapevoli del pericolo di estinzione, i paesi produttori hanno imposto da anni severi limiti al numero di storioni che possono essere pescati, e alcune nazioni, come gli Stati Uniti, hanno proibito l’importazione di caviale.
Ma per quanti freni si autoimponga l’industria legale del caviale, quella illegale cresce a dismisura: da quindici anni circa, ovvero dal crollo dell’Unione Sovietica, che insieme all’Iran vigilava su questa sua ricchezza, la pesca di frodo si moltiplica lungo le rive del mar Caspio. Un chilogrammo del caviale più raro costa fino a 24 mila euro, ma il prezzo di un chilo di quello normale raggiunge i 3000. Uno storione adulto Beluga può contenere fino a 150 chili di caviale.
Il rischio d’estinzione dipende anche dalla rarità di questi bestioni marini e fluviali. È raro, ad esempio, che vengano pescati più di cento Beluga l’anno. La tecnica per estrarre le uova viene affinata di continuo, sicché si prevede che presto sarà possibile pescare uno storione d’allevamento, estrarne chirurgicamente le preziose uova e rimetterlo in acqua, dove potrà produrne delle altre e continuare a vivere.
31 / 07 / 2008